Alfine il mondiale si è concluso. Ha vinto un giovane italiano, speriamo non dopato. Quindi uno straniero, come Bettini a Stoccarda, dal momento che, si sa, "Padania isn't Italy" (viene da chiedersi chi fossero i ciclisti padani in gara con così tanto seguito di tifosi e bandiere).
Malgrado ciò, oggi la stampa locale fa i fuochi d'artificio, riempiendo pagine e pagine di fanfare autocelebrative. Io vorrei contribuire alla completezza dell'informazione, oggi interamente dedicata all'oggi, con uno sguardo riassuntivo alle radici dell'evento. Lo faccio con un articolo di Lidia Romero e Michele Sasso tratto dall'ultimo numero (ancora in edicola) di Diario, che potete scaricare qui. Buona lettura.
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lunedì 29 settembre 2008
sabato 27 settembre 2008
Colleziona anche tu le Frasi Mondiali! (TERZO FASCICOLO)
Il mondiale è al top, i media locali gli dedicano più pagine di quante ne dedicherebbero all'apocalisse, quindi le Frasi Mondiali non mancano di certo. Esauriti il primo e il secondo, ecco il terzo fascicolo della collezione più esclusiva del momento.
"Anche io nella vita mi sarei aspettato di diventare ricco come Berlusconi o d'essere nominato Presidente della Repubblica, ma non è andata così..."
"Ad ogni modo, se si preferisce che in città non si organizzino eventi o grandi appuntamenti come il mondiale, basta dirlo."
"Ad ogni modo, si può parlar male di tutto, anche di Naomi Campbell, ma tutto ha un limite di credibilità."
(Attilio Fontana, intervista su La Provincia di Varese, 26 settembre 2008.)
"Ho detto che organizzare un mondiale è un'esperienza travolgente, ma non nel senso che ci sta travolgendo."
(Renzo Oldani, intervista su La Provincia di Varese, 26 settembre 2008.)
"La salita dei Ronchi? E' più facile fare il ministro dell'Interno..."
(Roberto Maroni, intervista su La Provincia di Varese, 27 settembre 2008.)
"E c'è qualcosa di poetico nelle immagini dipinte da lassù: i ciclisti sono formichine colorate, quasi come biglie sulla pista della spiaggia, mentre la folla si trasforma in un lungo serpente devoto che protegge i suoi idoli."
(Stefano Affolti, La Provincia di Varese, 27 settembre 2008.)
...continua
"Anche io nella vita mi sarei aspettato di diventare ricco come Berlusconi o d'essere nominato Presidente della Repubblica, ma non è andata così..."
"Ad ogni modo, se si preferisce che in città non si organizzino eventi o grandi appuntamenti come il mondiale, basta dirlo."
"Ad ogni modo, si può parlar male di tutto, anche di Naomi Campbell, ma tutto ha un limite di credibilità."
(Attilio Fontana, intervista su La Provincia di Varese, 26 settembre 2008.)
"Ho detto che organizzare un mondiale è un'esperienza travolgente, ma non nel senso che ci sta travolgendo."
(Renzo Oldani, intervista su La Provincia di Varese, 26 settembre 2008.)
"La salita dei Ronchi? E' più facile fare il ministro dell'Interno..."
(Roberto Maroni, intervista su La Provincia di Varese, 27 settembre 2008.)
"E c'è qualcosa di poetico nelle immagini dipinte da lassù: i ciclisti sono formichine colorate, quasi come biglie sulla pista della spiaggia, mentre la folla si trasforma in un lungo serpente devoto che protegge i suoi idoli."
(Stefano Affolti, La Provincia di Varese, 27 settembre 2008.)
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venerdì 26 settembre 2008
La guardia di finanza vigila sui mondiali.
Questo, più che un post, è un posto. Aperto solo per lasciare spazio all'esilarante racconto di un amico ostaggio che non si è accontentato del semplice volantino, ma si è fatto addirittura un cartello da esporre sul balcone.
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Figura mondiale a Radio 24.
Il giorno dell'inaugurazione dei mondiali, su Radio 24 andava in onda una puntata di "Un abuso al giorno toglie il codice di torno" di Roberto Grumello. Tema trattato: gli ormai leggendari cicloleghisti della rotonda di Buguggiate. Guest star: il nostro sindaco.
Cosa c'è di meglio, nella quiete di questo incredibile deserto di sapore ferragostano, che ascoltare un po' di radio?
Cosa c'è di meglio, nella quiete di questo incredibile deserto di sapore ferragostano, che ascoltare un po' di radio?
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mercoledì 24 settembre 2008
Colleziona anche tu le Frasi Mondiali! SECONDA PUNTATA
Continua il gioco (pur senza i vostri contributi, mannaggia!) delle Frasi Mondiali.
Ecco qua altre chicche da collezione.
"Alla serata da miss poi non potevano mancare gli abiti d'alta moda, quelli dal gusto lacuale vagamente anni sessanta della Maison Cordini di Laveno, che fornirà tutti gli abiti da cerimonia dei mondiali. O gli stacchetti anche curiosi come quello dell'organizzatore fai da te, Piero Monticelli, che ha avuto il tempo di esibirsi al sax."
(redazione Corriere dello sport.it, 22 settembre 2008)
"Roberto Formigoni, presidente della Regione, si è soffermato sui valori positivi che il ciclismo rappresenta: «Questo sport significa lavoro, disponibilità al sacrificio, esaltazione delle doti personali»."
(Adriana Morlacchi, La Provincia di Varese, 22 settembre 2008)
"Il prete indagato: "Sono contro il ciclismo drogato""
(titolo VareseNews, 24 settembre 2008)
"Varese sta al ciclismo come Wimbledon sta al tennis"
(Auro Bulbarelli dal palco del Cycling Stadium, 22 settembre 2008)
...continua
Ecco qua altre chicche da collezione.
"Alla serata da miss poi non potevano mancare gli abiti d'alta moda, quelli dal gusto lacuale vagamente anni sessanta della Maison Cordini di Laveno, che fornirà tutti gli abiti da cerimonia dei mondiali. O gli stacchetti anche curiosi come quello dell'organizzatore fai da te, Piero Monticelli, che ha avuto il tempo di esibirsi al sax."
(redazione Corriere dello sport.it, 22 settembre 2008)
"Roberto Formigoni, presidente della Regione, si è soffermato sui valori positivi che il ciclismo rappresenta: «Questo sport significa lavoro, disponibilità al sacrificio, esaltazione delle doti personali»."
(Adriana Morlacchi, La Provincia di Varese, 22 settembre 2008)
"Il prete indagato: "Sono contro il ciclismo drogato""
(titolo VareseNews, 24 settembre 2008)
"Varese sta al ciclismo come Wimbledon sta al tennis"
(Auro Bulbarelli dal palco del Cycling Stadium, 22 settembre 2008)
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martedì 23 settembre 2008
Colleziona anche tu le Frasi Mondiali!
Un bel passatempo per far passare la settimana nei nostri rifugi è collezionare Frasi Mondiali, andandole a ritagliare qua e là dagli articoli. Io comincio con queste, ma il gioco è aperto a tutti.
Mi raccomando: indispensabili autore, fonte e data,
"...l'assessore regionale allo sport Piergianni Prosperini, che ha esibito un piglio da professionista nella valutazione di miss, tant'è che per giudicarle meglio se l'è vagliate persino in coda sulla scaletta, prima della manifestazione. Con lui una guest star dallo charme ciclistico: Claudio Chiappucci, dal ricciolo più “el diablo” del solito..."
(Stefania Radman, Varesenews, 21 settembre 2008)
"Mi ricordo che solo a Bassano del Grappa nel 1985 un regista aveva organizzato uno spettacolo, ma era di gran lunga meno ampio e articolato di questo."
(Francesco Moser intervistato da Damiano Franzetti,Varesenews, 22 settembre 2008)
"...la candida voce della dodicenne Giulia Sola ha infatti aperto la strada con - We are the champions - al vessillo di Varese 2008, lasciando poi il campo all'inesauribile verve di Memo Remigi, capitano di un battaglione di bambini in bici. "
"Buon viaggio Varese 2008, il mondo ti aspetta, il mondo ora è tuo."
(Antonio Triveri, La Prealpina, 23 settembre 2008)
"Ma si è rischiato un vero incidente diplomatico con la città, quando i cancelli sono stati chiusi e la gente è rimasta fuori a urlare."
"All'uscita dalle tribune Amedeo Colombo non ha trattenuto l'emozione e ha pianto."
(Roberto Rotondo,VareseNews, 23 settembre 2008)
"Mondiale bagnato, ma il tempo sarà cavaliere con le atlete"
(titolo di Varesenews, 23 settembre 2008)
Mi raccomando: indispensabili autore, fonte e data,
"...l'assessore regionale allo sport Piergianni Prosperini, che ha esibito un piglio da professionista nella valutazione di miss, tant'è che per giudicarle meglio se l'è vagliate persino in coda sulla scaletta, prima della manifestazione. Con lui una guest star dallo charme ciclistico: Claudio Chiappucci, dal ricciolo più “el diablo” del solito..."
(Stefania Radman, Varesenews, 21 settembre 2008)
"Mi ricordo che solo a Bassano del Grappa nel 1985 un regista aveva organizzato uno spettacolo, ma era di gran lunga meno ampio e articolato di questo."
(Francesco Moser intervistato da Damiano Franzetti,Varesenews, 22 settembre 2008)
"...la candida voce della dodicenne Giulia Sola ha infatti aperto la strada con - We are the champions - al vessillo di Varese 2008, lasciando poi il campo all'inesauribile verve di Memo Remigi, capitano di un battaglione di bambini in bici. "
"Buon viaggio Varese 2008, il mondo ti aspetta, il mondo ora è tuo."
(Antonio Triveri, La Prealpina, 23 settembre 2008)
"Ma si è rischiato un vero incidente diplomatico con la città, quando i cancelli sono stati chiusi e la gente è rimasta fuori a urlare."
"All'uscita dalle tribune Amedeo Colombo non ha trattenuto l'emozione e ha pianto."
(Roberto Rotondo,VareseNews, 23 settembre 2008)
"Mondiale bagnato, ma il tempo sarà cavaliere con le atlete"
(titolo di Varesenews, 23 settembre 2008)
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lunedì 22 settembre 2008
Ci siamo.
Eccoci qua. Dopo tanto parlare, annunciare, proclamare, asfaltare, inaugurare e affibbiare l'aggettivo mondiale a qualunque cosa, persona, oggetto e titolo di giornale, oggi 22 settembre 2008, finalmente prenderanno il via i campionati del mondo di ciclismo su strada in quel di Varese. Anche se la tentazione di cedere alla nefasta filosofia del "tanto peggio tanto meglio" ha il suo fascino perverso, mi auguro che tutto vada per il meglio e con il minimo dei danni per chi non passerà questi giorni in tribuna o ai bordi delle strade ma dovrà cercare di continuare la sua normale esistenza. A prescindere da cosa accadrà durante la settimana, per quanto mi riguarda ciò che è stato (non) fatto è stato già (non) fatto, sulla pelle dei cittadini. Rien ne va plus, vinca il migliore.
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giovedì 18 settembre 2008
Sei un ostaggio? Fallo sapere.

Per fortuna, mentre nelle pagine di questo blog la discussione sull'esposizione di "lenzuola ostaggio" languiva, al di fuori, tra le persone che si parlano alla vecchia maniera, prendeva corpo l'idea.
Quella di mettere a disposizione di tutti quelli che si trovano nella condizione di ostaggio dei mondiali un volantino da scaricare, stampare, e mettere in bella vista sulla porta di casa, sul cancello, sul balcone,sul lunotto dell'auto, sulla saracinesca forzatamente chiusa della vostra attività, sulle carrozzine dei bimbi, sulla cuccia del cane...insomma, dovunque volete che il vostro civile dissenso si faccia vedere.
Forza, accendiamo la stampante.
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volantino
Tirata su con la rete.
Andar per notizie sul web locale in questi ultimi tempi è diventato un passatempo a tratti entusiasmante.
E' un po' come calare una paranza di fronte a uno scarico: una volta tirata su, ci si diverte a scoprire l'oggetto più assurdo e improbabile rimasto nella rete. Questa sera, la pesca ci ha regalato un pezzo da collezione, che merita la trascrizione completa al posto del tradizionale link. Da VareseNews:
«Per la prima volta nella storia delle Poste italiane è stato autorizzato l’annullo filatelico con la scritta "Bügügià"». L'annuncio arriva da Alessandro Vedani, sindaco di Buguggiate. L'annullo, spiega Vedani, «è stato fatto per sottolineare l'importanze della lingua locale e sarà posto come timbro delle lettere spedite giovedì 25 settembre da parte di un ufficio postale allestito sul percorso della gara in occasione del passaggio della corsa a cronometro». «Così - ammette Vedani - dopo qualche resistenza, il timbro è stato autorizzato dall’ente Poste italiane». Un’altra iniziativa preparata dall’Amministrazione Buguggiatese è la stampa di una felpa commemorativa dell’evento anch’essa in lingua locale. Curata graficamente dallo studio camaleon verrà stampata in un numero limitato di 100 pezzi.
Forse siamo un po' troppo critici, con questi mondiali. Bisogna riconoscerlo onestamente, quando vediamo che portano con sé non solo disagi ma anche quelle iniziative culturali che da tanto aspettavamo.
Faccio ammenda, e insieme omaggio di un buon vecchio proverbio meneghino:
"Quand che la merda la monta in scagn, o che la spussa o la fa dagn."
Ci facciamo una felpa?
E' un po' come calare una paranza di fronte a uno scarico: una volta tirata su, ci si diverte a scoprire l'oggetto più assurdo e improbabile rimasto nella rete. Questa sera, la pesca ci ha regalato un pezzo da collezione, che merita la trascrizione completa al posto del tradizionale link. Da VareseNews:
«Per la prima volta nella storia delle Poste italiane è stato autorizzato l’annullo filatelico con la scritta "Bügügià"». L'annuncio arriva da Alessandro Vedani, sindaco di Buguggiate. L'annullo, spiega Vedani, «è stato fatto per sottolineare l'importanze della lingua locale e sarà posto come timbro delle lettere spedite giovedì 25 settembre da parte di un ufficio postale allestito sul percorso della gara in occasione del passaggio della corsa a cronometro». «Così - ammette Vedani - dopo qualche resistenza, il timbro è stato autorizzato dall’ente Poste italiane». Un’altra iniziativa preparata dall’Amministrazione Buguggiatese è la stampa di una felpa commemorativa dell’evento anch’essa in lingua locale. Curata graficamente dallo studio camaleon verrà stampata in un numero limitato di 100 pezzi.
Forse siamo un po' troppo critici, con questi mondiali. Bisogna riconoscerlo onestamente, quando vediamo che portano con sé non solo disagi ma anche quelle iniziative culturali che da tanto aspettavamo.
Faccio ammenda, e insieme omaggio di un buon vecchio proverbio meneghino:
"Quand che la merda la monta in scagn, o che la spussa o la fa dagn."
Ci facciamo una felpa?
lunedì 15 settembre 2008
Poco alla volta si gode di più.
Uno normale, e probabilmente ingenuo, come me, se s'immagina alle prese con l'organizzazione di un evento come i mondiali di ciclismo, si vede per prima cosa con un foglio bianco davanti.
Su questo foglio comincerà ad elencare una banalissima lista di quelli che, presumibilmente, saranno i problemi da affrontare. Pensa e ripensa, anche sulla scorta di quanto organizzato da altri in precedenza, non ci vorrà molto a completare l'elenco e a cominciare ad affrontare ogni punto, cominciando da subito.
Per questo, uno normale non riesce a capacitarsi dello stillicidio con cui i nostri dispensano le loro soluzioni alla cittadinanza, se non immaginandosi ben altra procedura. Tipo che sulla loro lista, se mai lista c'è stata, nessuno aveva segnato la voce funerali. Finché non è venuto in mente a qualcuno. E allora ecco il banditore con suo tamburino arrivare in zona cesarini:
- fruntutùm...fruntutùm...attenziò...fruntutùm...popolazziò...fruntutùm...per regio decreto sarà fatto divieto nei giorni di...eccetera eccetera -. Poi arriva il giorno in cui si accorgono che non hanno deciso ancora niente di definitivo per i trasporti urbani e sarà il caso di sbrigarsi perché il popolo freme.
Altro tamburino: - fruntutùm...fruntutùm... e vai finalmente con il proclama inerente ciò che i bus potranno e o potranno fare il giorno tale e il giorno tal altro, che prende di sorpresa anche gli autobus stessi.
Ma sì, un pochino alla volta, che a fare tutto prima sembra che non si faccia. E si rischia di non saper più che cosa scrivere sui giornali per i giorni che ancora mancano. Invece così ogni giorno c'è qualcosa di mondiale nei titoli. E l'attesa tra la gente si fa sempre più frenetica. Un po' come i lavori al parcheggio di viale europa.
Su questo foglio comincerà ad elencare una banalissima lista di quelli che, presumibilmente, saranno i problemi da affrontare. Pensa e ripensa, anche sulla scorta di quanto organizzato da altri in precedenza, non ci vorrà molto a completare l'elenco e a cominciare ad affrontare ogni punto, cominciando da subito.
Per questo, uno normale non riesce a capacitarsi dello stillicidio con cui i nostri dispensano le loro soluzioni alla cittadinanza, se non immaginandosi ben altra procedura. Tipo che sulla loro lista, se mai lista c'è stata, nessuno aveva segnato la voce funerali. Finché non è venuto in mente a qualcuno. E allora ecco il banditore con suo tamburino arrivare in zona cesarini:
- fruntutùm...fruntutùm...attenziò...fruntutùm...popolazziò...fruntutùm...per regio decreto sarà fatto divieto nei giorni di...eccetera eccetera -. Poi arriva il giorno in cui si accorgono che non hanno deciso ancora niente di definitivo per i trasporti urbani e sarà il caso di sbrigarsi perché il popolo freme.
Altro tamburino: - fruntutùm...fruntutùm... e vai finalmente con il proclama inerente ciò che i bus potranno e o potranno fare il giorno tale e il giorno tal altro, che prende di sorpresa anche gli autobus stessi.
Ma sì, un pochino alla volta, che a fare tutto prima sembra che non si faccia. E si rischia di non saper più che cosa scrivere sui giornali per i giorni che ancora mancano. Invece così ogni giorno c'è qualcosa di mondiale nei titoli. E l'attesa tra la gente si fa sempre più frenetica. Un po' come i lavori al parcheggio di viale europa.
martedì 9 settembre 2008
Per la prossima volta.
Oggi voglio essere propositivo. Per il futuro. Nel caso in cui Varese dovesse ospitare nuovamente
i campionati mondiali di ciclismo, mi permetto di suggerire un evento collaterale dei più banali, uno dei tanti che l'organizzazione di Varese 2008 ha pensato bene di non considerare.
Una rassegna di film che vedono protagonista, in modi diversi, la bicicletta.
A me vengono in mente questi titoli, ma c'è tutto lo spazio che volete per allungare la lista.
Chissà che non possa servire a Mendrisio l'anno prossimo...
Ladri di biciclette di Vittorio de Sica (questo è facile)
All American Boys di Peter Yates
Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet
Totò al Giro d'Italia di Mario Mattioli
.......................?
i campionati mondiali di ciclismo, mi permetto di suggerire un evento collaterale dei più banali, uno dei tanti che l'organizzazione di Varese 2008 ha pensato bene di non considerare.
Una rassegna di film che vedono protagonista, in modi diversi, la bicicletta.
A me vengono in mente questi titoli, ma c'è tutto lo spazio che volete per allungare la lista.
Chissà che non possa servire a Mendrisio l'anno prossimo...
Ladri di biciclette di Vittorio de Sica (questo è facile)
All American Boys di Peter Yates
Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet
Totò al Giro d'Italia di Mario Mattioli
.......................?
venerdì 5 settembre 2008
Do you speak Padan?
"A meno 17 giorni dall'inizio dei Campionati Mondiali di Ciclismo 2008 a Varese, sale la febbre per l'imminenza dell'evento, che troverà il suo cuore pulsante nel Cycling Stadium, con annesso World's Village.
Prosegue la vendita degli abbonamenti per la tribuna numerata:
Gold Pass (€ 635)
Silver Pass Plus (€ 472)
e Silver Pass (€ 270).
Nel frattempo, come riportato da VareseNews, gli Info Point distribuiscono senza sosta materiale informativo anche inerente il Gimme Kids e il suo Basket Camp. Sul fronte dello shopping, gli esercenti addobbano i loro locali con i materiali del Kit "Sono Mondiale Anch'io!", mentre i cittadini approfittano dei vantaggi della Easy Card.
L'assessore al Marketing territoriale Enrico Angiolini si dice soddisfatto di come stanno andando le cose."
In questi giorni può capitare di leggere notizie di questo genere, che sembrano non tener minimamente conto dei sacrosanti diritti di quella consistente parte della popolazione locale costretta a forza al trilinguismo, per colpa dell'italiano imposto da Romaladrona e dell'inglese imperante nel Mondocane. Per solidarietà con queste oneste persone che chiedono soltanto di chiamare le cose con il loro vero nome, nel mio piccolo voglio provare a porre rimedio, almeno per quanto riguarda l'inglese.
"A meno 17 giorni dall'inizio dei Campionati Mondiali di Ciclismo 2008 a Varese, sale la febbre per l'imminenza dell'evento, che troverà il suo cuore pulsante nel Stadi d'la Bici, con annesso Paes del Mund.
Prosegue la vendita degli abbonamenti per la tribuna numerata:
Passa Sciurun (€ 635)
Passa Gran Sciur (€ 472)
e Passa Sciur (€ 270).
Nel frattempo, come anche riportato da VarésNutizi, gli Infurma Cantun distribuiscono senza sosta materiale informativo anche inerente il Damm i Fioeu e il suo Camp Canester. Sul fronte del traa via i danee, gli esercenti addobbano i loro locali con i materiali del Pachett "Sono Mondiale Anch'io!", mentre i cittadini approfittano dei vantaggi della Carta Facil.
L'assessore al Vardachebel Chich'inscì Enrico Angiolini si dice soddisfatto di come stanno andando le cose."
Prosegue la vendita degli abbonamenti per la tribuna numerata:
Gold Pass (€ 635)
Silver Pass Plus (€ 472)
e Silver Pass (€ 270).
Nel frattempo, come riportato da VareseNews, gli Info Point distribuiscono senza sosta materiale informativo anche inerente il Gimme Kids e il suo Basket Camp. Sul fronte dello shopping, gli esercenti addobbano i loro locali con i materiali del Kit "Sono Mondiale Anch'io!", mentre i cittadini approfittano dei vantaggi della Easy Card.
L'assessore al Marketing territoriale Enrico Angiolini si dice soddisfatto di come stanno andando le cose."
In questi giorni può capitare di leggere notizie di questo genere, che sembrano non tener minimamente conto dei sacrosanti diritti di quella consistente parte della popolazione locale costretta a forza al trilinguismo, per colpa dell'italiano imposto da Romaladrona e dell'inglese imperante nel Mondocane. Per solidarietà con queste oneste persone che chiedono soltanto di chiamare le cose con il loro vero nome, nel mio piccolo voglio provare a porre rimedio, almeno per quanto riguarda l'inglese.
"A meno 17 giorni dall'inizio dei Campionati Mondiali di Ciclismo 2008 a Varese, sale la febbre per l'imminenza dell'evento, che troverà il suo cuore pulsante nel Stadi d'la Bici, con annesso Paes del Mund.
Prosegue la vendita degli abbonamenti per la tribuna numerata:
Passa Sciurun (€ 635)
Passa Gran Sciur (€ 472)
e Passa Sciur (€ 270).
Nel frattempo, come anche riportato da VarésNutizi, gli Infurma Cantun distribuiscono senza sosta materiale informativo anche inerente il Damm i Fioeu e il suo Camp Canester. Sul fronte del traa via i danee, gli esercenti addobbano i loro locali con i materiali del Pachett "Sono Mondiale Anch'io!", mentre i cittadini approfittano dei vantaggi della Carta Facil.
L'assessore al Vardachebel Chich'inscì Enrico Angiolini si dice soddisfatto di come stanno andando le cose."
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mercoledì 3 settembre 2008
Dove il mondiale non passa.
"Il piano di asfaltature mondiali è stato completato con successo grazie al grande lavoro estivo" (avrete notato che ormai dalle nostre parti tutto è mondiale), dichiara oggi su La Provincia di Varese l'assessore provinciale alla viabilità Aldo Simeoni "...E' chiaro che abbiamo pianificato gli interventi con un occhio di riguardo al grande appuntamento sportivo. E' altrettanto vero però che non abbiamo trascurato il resto del territorio, tanto che per tutta l'estate i cantieri hanno lavorato in più punti della della provincia, da Nord a Sud e con un unico obiettivo: dare ai nostri cittadini strade migliori e più sicure".
Sarà per sfortunata coincidenza, o per incredibile sfiga, ma al sottoscritto capita molto spesso, non appena abbandonate le nuove asfaltature a panno da biliardo delle vie direttamente interessate dai percorsi, spesso già in buono stato ancor prima di diventare mondiali, di ritrovarsi a percorrere strade con un manto in stato pietoso, collage di buche, tombini e rattoppi usurati come ne ho visti (giuro) soltanto nella Romania di cinque o sei anni fa. Strade che urlavano vergogna da molto tempo prima che si parlasse di mondiali e sulle quali, a quanto pare, i sette milioni di euro di spesa complessiva del piano di asfaltature sono scivolati via come l'acqua sulle piume delle oche.
Ho cominciato a fotografarle. Ma siccome mi piacerebbe capire se le incontro solo io oppure no, invito i lettori di questo blog ad aiutarmi, inviandomi eventuali altre testimonianze fotografiche per la pubblicazione. L'indirizzo è questo. Grazie.

Varese, via Duca d'Aosta

Varese, via Pirandello
Sarà per sfortunata coincidenza, o per incredibile sfiga, ma al sottoscritto capita molto spesso, non appena abbandonate le nuove asfaltature a panno da biliardo delle vie direttamente interessate dai percorsi, spesso già in buono stato ancor prima di diventare mondiali, di ritrovarsi a percorrere strade con un manto in stato pietoso, collage di buche, tombini e rattoppi usurati come ne ho visti (giuro) soltanto nella Romania di cinque o sei anni fa. Strade che urlavano vergogna da molto tempo prima che si parlasse di mondiali e sulle quali, a quanto pare, i sette milioni di euro di spesa complessiva del piano di asfaltature sono scivolati via come l'acqua sulle piume delle oche.
Ho cominciato a fotografarle. Ma siccome mi piacerebbe capire se le incontro solo io oppure no, invito i lettori di questo blog ad aiutarmi, inviandomi eventuali altre testimonianze fotografiche per la pubblicazione. L'indirizzo è questo. Grazie.
Varese, via Duca d'Aosta
Varese, via Pirandello
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Art in progress. From Buguggiate.
Le installazioni chiamate "I Legaciclisti" sono ormai uno straordinario esempio di arte collettiva, che si trasforma e raffigura nelle sue continue mutazioni le metamorfosi dell'umano sentimento popolare, un'allegoria dell'essere che vede l'uomo, nella corsa della sua esistenza, diventare animale, poi tornare uomo, segnato dalle verdi stimmate di una nuova conoscenza. Mentre le opere tradizionali, congelate dalla fedeltà a se stesse, dormono nei musei il loro immobile sonno, il genio creativo del Maestro Leoni oltrepassa i confini e dà vita a un nuovo concetto di arte, che qualcuno ha già battezzato "Dinamismo Popofuturleghista". Chapeau.
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martedì 2 settembre 2008
W Varese!
Negli appelli che capita di leggere qua e là fatti dagli amministratori pubblici a quei varesini non sufficientemente entusiasti, se non addirittura critici nei confronti dell'eventone che ci aspetta e tra le cui fila ho la sfortuna di trovarmi, ricorrono sempre gli stessi concetti. "Un'occasione unica per la nostra città", "Una vetrina mondiale", "Un trampolino per il rilancio del turismo","Prestigio per Varese" et similia.
La conclusione è l'ecumenico invito "Non guardate ai mondiali come fonte di disagi, ma come una settimana da vivere insieme!". Così provo a lasciarmi andare anch'io e a mettere da parte il mio privato interesse, le mie esigenze di lavoratore e genitore, i miei diritti di cittadino e altre meschinità del genere, sacrificando sull'altare del bene comune di Varese la mia normale dose quotidiana di libertà e unendomi al coro di evviva i mondiali. Nonostante ciò, mi resta sufficiente lucidità per chiedermi in cosa si traducano i concetti di cui sopra.
A cominciare dal Prestigio (s. m. 1 credito, reputazione che si acquista per le proprie doti o qualità: avere molto prestigio; godere di un certo prestigio; perdere il...).
Siamo tutti d'accordo, per una città, godere di buona reputazione per le sue qualità è molto bello, e sicuro motivo d'orgoglio per i suoi abitanti. Ma quali sono le doti che fanno il prestigio di Varese? Se ci state ancora pensando, sarebbe stato il caso di coltivarle prima di metterle in vetrina.
Io credo che prestigioso sarebbe stato mostrare al mondo una Varese che, per l'occasione, si fosse regalata una rete di piste ciclabili urbane, approfittando dei lavori al manto stradale.
Quale occasione migliore per diventare la città della bicicletta a tutto tondo, non solo dal punto di vista sportivo ma anche della mobilità e della qualità della vita? Coerentemente col suo pensiero sempre rivolto al nord del mondo, ai lander lindi e ordinati a misura d'uomo, Varese sarebbe entrata in Europa a pieno titolo. Invece niente.
Passiamo allora al rilancio del turismo, a questa Varese che vorrebbe attirare visitatori per le sue bellezze storiche, artistiche, naturali e chi più ne ha più ne metta, ma ancora fatica a capire che non è più tempo di villeggiatura, che oggi ogni proposta turistica deve rappresentare un prodotto preciso per un pubblico preciso e che la costruzione di questo prodotto necessità di pensiero, energie e grande disponibilità prima di tutto mentale.
Invece niente. Si invoca il miracolo del Sacro Monte con una funicolare che va quando ha voglia,
qualche ristorante e nemmeno un negozio. Io devo credere nel prestigio della mià città, ma sono costretto a vergognarmi.
E mi vergogno quando leggo i risultati delle analisi di Legambiente, che vedono il Lago di Varese
tra i più inquinati d'Italia, con il 100% dei campioni prelevati contaminato.
Mi vergogno quando scopro dai dati Istat che Varese è in coda alla classifica delle città italiane per quanto riguarda l'ambiente, perché spreca acqua ed energia, ha una pessima rete fognaria (tanto c'è il lago), non ha un piano per il traffico e, alla faccia del titolo di "città giardino" (privato, s'intende), ha pochissimo verde urbano. Mi vergogno di abitare in una città che appena fuori dal centro storico non ha marciapiedi.
Ma forse il prestigio di cui si parla in relazione all'evento nasce solo ed esclusivamente dall'evento stesso, e si autoalimenta con tutto ciò di cui è stato capace per presentarsi, proporsi e rendersi invitante. Per mettere in scena uno spettacolo che non si potrà dimenticare per bellezza, ricchezza e originalità. Sarà certamente così.
Ma com'è che se guardo il video del suo inno, la mascotte e l'intera immagine coordinata, vedo le installazioni artistiche, sono nuovamente costretto a vergognarmi? Mi vergogno quando leggo gli eventi collaterali previsti al "Cycling Stadium" e scopro che le special star sono i Fichi d'India, Flavio Oreglio e Memo Remigi, momenti clou di un programma a livello di sagra paesana di second'ordine. Mi vergogno quando vedo com'è stata gestita l'operazione d'incentivazione e promozione commerciale "Sono mondiale anch'io!" con il suo elenco on line di ben n° 6 "pizzerie mondiali". E infine mi vergogno anche quando vedo il Sindaco farsi ritrarre sorridente ed orgoglioso per mostrare la cartina pieghevole che verrà distribuita, il sindaco della città mondiale, non del borgo di cinquanta anime, capre comprese.
E' probabile che io abbia la vergogna facile, ma è certo che altri non sappiano nemmeno che cosa sia. E se è questo che si vuole esporre con vanto nella famosa "Vetrina Mondiale", sarà bene tener presente il rischio di una figura di cacca altrettanto mondiale.
domenica 31 agosto 2008
Ho sognato Memo, quello vero.
Stanotte ho fatto un sogno. Ero a casa mia, quando suona il campanello. Apro la porta e mi trovo davanti Memo Remigi vestito normale e non da ciclista. Senza chiedermi perché fosse lì, comincio a dirgli quel che penso del suo inno.
- Eh...lo so, c'hai ragione, fa cacare - commenta tristemente lui, cogliendomi di sorpresa.
Allora mi diventa simpatico e lo faccio accomodare.
- La versione originale era ben diversa... - prosegue, cominciando a rollare con disinvoltura un cannone da otto cartine - altro ritmo, altro arrangiamento, altro testo... -
accende la torcia e comincia a tirare con voluttà - solo che quando l'ho fatto...(cough...cough)... sentire a quelli...(cough...cough)...a momenti gli...(cough...cough...vuoi?)...gli prende un colpaccio. Così l'ho dovuto rifare come volevano loro, ed è venuta fuori la porcata che sai. E' un momentaccio, c'ho bisogno di soldi, e non ho potuto mandarli affanculo come avrei voluto -.
E' davvero dispiaciuto, il Memo, e io non so bene cosa dirgli.
Poi s'illumina: - Ti va di sentire la prima versione? -
- Certo -
- Se mi tieni questo...-. Reggo il cannone mentre lui si accomoda davanti a uno Steinway che scopro di avere in cucina. Comincia a suonare e poi attacca a cantare con la voce di Tom Waits. Io ascolto estasiato e penso che sono contento che Memo Remigi sia diventato un mio amico. Come finisce il suo vero inno purtroppo mi sveglio. E corro subito a scrivere le parole prima di dimenticarmele.
Varese mah, Varese mah, Varese mah
qui si respira un'aria di conformità
città giardino che cura la sua erbetta
si muove in suv ma c'ha nel box la bicicletta
Varese mah, Varese mah, ma che città
le finte bionde giù al Pirola chi ce le ha?
Tutti i colori avrai della natura
ma il sole verde è la tua unica avventura
Il mondo fuori corre, non ha le tue lentezze
ci sono idee che van di qua e di là
a te piace soffiarle tutte in un fazzoletto
ti fai due vasche in centro e morta là
Varese mah, Varese mah, Varese mah
col tuo pensiero di un'azzurra vacuità
città mondial del perbenismo tu sei già
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varese mah, Varese mah, Varese mah
qui si respira un'aria di mediocrità
città giardino che bagna la sua erbetta
inquini il centro ma hai nel box la bicicletta
Varese mah, Varese mah, Varese mah
col tuo pensiero di un'azzurra vacuità
città mondial del perbenismo tu sei già
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varesemah, Varesemah, Varesemah!

- Eh...lo so, c'hai ragione, fa cacare - commenta tristemente lui, cogliendomi di sorpresa.
Allora mi diventa simpatico e lo faccio accomodare.
- La versione originale era ben diversa... - prosegue, cominciando a rollare con disinvoltura un cannone da otto cartine - altro ritmo, altro arrangiamento, altro testo... -
accende la torcia e comincia a tirare con voluttà - solo che quando l'ho fatto...(cough...cough)... sentire a quelli...(cough...cough)...a momenti gli...(cough...cough...vuoi?)...gli prende un colpaccio. Così l'ho dovuto rifare come volevano loro, ed è venuta fuori la porcata che sai. E' un momentaccio, c'ho bisogno di soldi, e non ho potuto mandarli affanculo come avrei voluto -.
E' davvero dispiaciuto, il Memo, e io non so bene cosa dirgli.
Poi s'illumina: - Ti va di sentire la prima versione? -
- Certo -
- Se mi tieni questo...-. Reggo il cannone mentre lui si accomoda davanti a uno Steinway che scopro di avere in cucina. Comincia a suonare e poi attacca a cantare con la voce di Tom Waits. Io ascolto estasiato e penso che sono contento che Memo Remigi sia diventato un mio amico. Come finisce il suo vero inno purtroppo mi sveglio. E corro subito a scrivere le parole prima di dimenticarmele.
Varese mah, Varese mah, Varese mah
qui si respira un'aria di conformità
città giardino che cura la sua erbetta
si muove in suv ma c'ha nel box la bicicletta
Varese mah, Varese mah, ma che città
le finte bionde giù al Pirola chi ce le ha?
Tutti i colori avrai della natura
ma il sole verde è la tua unica avventura
Il mondo fuori corre, non ha le tue lentezze
ci sono idee che van di qua e di là
a te piace soffiarle tutte in un fazzoletto
ti fai due vasche in centro e morta là
Varese mah, Varese mah, Varese mah
col tuo pensiero di un'azzurra vacuità
città mondial del perbenismo tu sei già
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varese mah, Varese mah, Varese mah
qui si respira un'aria di mediocrità
città giardino che bagna la sua erbetta
inquini il centro ma hai nel box la bicicletta
Varese mah, Varese mah, Varese mah
col tuo pensiero di un'azzurra vacuità
città mondial del perbenismo tu sei già
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varese mah, Varese mah, Varese mah
Varesemah, Varesemah, Varesemah!
sabato 23 agosto 2008
A ognuno il suo disagio mondiale.
Del mio problema dell'asilo nido ho parlato più che abbondantemente. I vigili hanno altri problemi, così come i cavalli da corsa, privati della pista e ancora in attesa di trasferimento, scalpitanti nei box dell'ippodromo trasformato in "Cycling Stadium". Oggi ho letto sui quotidiani locali di una concessionaria di auto in viale Valganna che chiede al comune 30.000 euro di risarcimento per i mancati guadagni che subirà nella settimana dei mondiali.
Sembra proprio che ce ne siano per tutti e di ogni genere, di disagi imposti dall'evento sportivo. Quale sarà, o avrà buone possibilità di essere, il vostro? Raccontatelo qua sotto.
Sembra proprio che ce ne siano per tutti e di ogni genere, di disagi imposti dall'evento sportivo. Quale sarà, o avrà buone possibilità di essere, il vostro? Raccontatelo qua sotto.
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venerdì 15 agosto 2008
- 38, e i vigili non sanno ancora cosa dovranno fare.
Finalmente i nostri baldi amministratori sono riusciti ad esprimersi a riguardo di asili nido e scuole d'infanzia.
Pare però che, completamente impegnati negli ultimi mesi dallo sforzo immane di decidere le chiusure, si siano dimenticati di affrontare un altro piccolo dettaglio organizzativo dei mondiali: i compiti dei vigili, ancora in attesa di precise disposizioni a 38 giorni di distanza dall'inizio della manifestazione. I vigili si sono leggermente incazzati. Risolverà tutto l'esercito anche in questo caso?
Pare però che, completamente impegnati negli ultimi mesi dallo sforzo immane di decidere le chiusure, si siano dimenticati di affrontare un altro piccolo dettaglio organizzativo dei mondiali: i compiti dei vigili, ancora in attesa di precise disposizioni a 38 giorni di distanza dall'inizio della manifestazione. I vigili si sono leggermente incazzati. Risolverà tutto l'esercito anche in questo caso?
giovedì 14 agosto 2008
Ci sono nanetti e nanetti.
Verrebbe da paragonarli ai nanetti da giardino, dal momento che come loro sono di orrenda fattura e se ne stanno immobili nell'erba di un'aiuola. Ma sarebbe un paragone ingiustamente offensivo: i nanetti da giardino hanno la dignitosa consapevolezza del loro ruolo nel mondo e dei propri limiti e non hanno mai preteso di rappresentare qualcosa di più di ciò che sono. I nanetti della politica invece no. Loro non pongono limiti alla propria assenza di pudore, mai. Quindi lasciamo perdere i nanetti e parliamo dei cicloleghisti o legociclisti, le "installazioni artistiche" apparse il 5 agosto nell'aiuola della rotonda di Buguggiate, raffiguranti nelle intenzioni nove politici leghisti più o meno noti, tra i quali lo stesso maestro del traforo autore delle opere.
Siccome questo è uno dei tanti casi in cui un'immagine vale più di mille parole e qui nel paesotto di parole sul fattaccio se ne stanno spendendo in abbondanza, mi limiterò a una considerazione. Trovo irresistibilmente comico vedere gli aderenti a un partito che non si è mai posto problemi nel definire "bingo bongo" gli africani, riuscire miracolosamente a replicare in salsa padana una delle peggiori espressioni dei peggiori angoli di quel continente. Sia nel "cosa", ovvero un'autocelebrazione da capitribù, grottesca nella sua elementare presunzione populista, sia nel "come", visto che le opere in questione sono frutto di una mano oggettivamente priva di una qualunque educazione e sensibilità artistica, neanche volendo tirare alla massima estensione possibile la benevola coperta della definizione "naif". Strano, vero? Forse il gusto celtico ha parentele insospettabili. Certo è che ci sia stretta parentela, per quanto riguarda la raffinatezza del gusto, tra i cicloleghisti e la mascotte dei mondiali di ciclismo, ovvero lo strepitoso Pinin Rudèla, creato da una studentessa del Liceo Artistico Frattini di Varese. Giuro che ai miei tempi, se disegnavi così alle medie, ti consigliavano il classico. Ma sono tempi lontani, si sa.

Siccome questo è uno dei tanti casi in cui un'immagine vale più di mille parole e qui nel paesotto di parole sul fattaccio se ne stanno spendendo in abbondanza, mi limiterò a una considerazione. Trovo irresistibilmente comico vedere gli aderenti a un partito che non si è mai posto problemi nel definire "bingo bongo" gli africani, riuscire miracolosamente a replicare in salsa padana una delle peggiori espressioni dei peggiori angoli di quel continente. Sia nel "cosa", ovvero un'autocelebrazione da capitribù, grottesca nella sua elementare presunzione populista, sia nel "come", visto che le opere in questione sono frutto di una mano oggettivamente priva di una qualunque educazione e sensibilità artistica, neanche volendo tirare alla massima estensione possibile la benevola coperta della definizione "naif". Strano, vero? Forse il gusto celtico ha parentele insospettabili. Certo è che ci sia stretta parentela, per quanto riguarda la raffinatezza del gusto, tra i cicloleghisti e la mascotte dei mondiali di ciclismo, ovvero lo strepitoso Pinin Rudèla, creato da una studentessa del Liceo Artistico Frattini di Varese. Giuro che ai miei tempi, se disegnavi così alle medie, ti consigliavano il classico. Ma sono tempi lontani, si sa.

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lunedì 11 agosto 2008
Rieccomi.
Rieccomi, appunto. Zitto zitto, me ne sono andato in vacanza per due settimane. Per due settimane, niente computer e niente blog. Questo spiega molto banalmente il motivo della mancanza di moderazione dei commenti. Tra il rischio di trovare pubblicati in mia assenza dei simpatici messaggi d'affetto da parte di qualche entusiasta talebano mondialista e il congelare tutto quanto sino al mio ritorno, ho scelto la prima opzione e, debbo dire, non me ne sono dovuto pentire. Il simpatico Gianni ha tenuto vivo uno scambio di opinioni a tratti veramente divertente, e gliene sono grato. Ho letto con piacere che il Comune ha finalmente pronunciato il suo soffertissimo verdetto in merito alla chiusura degli asili nido e delle scuole materne, ho scoperto che il varesotto può vantare nuove importanti opere d'arte grazie ai Legaciclisti di Giovanni Leoni...insomma, a meno 42 giorni dal grande evento, le cose si muovono senza sosta, e varrà la pena di approfondirle nei prossimi post. Ora volevo più che altro mandare un saluto ai frequentatori di questo microspazio e ringraziarli per aver tenuto pulito e ordinato il posto anche in mia assenza. Alla prossima.
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