Visualizzazione post con etichetta rotonda buguggiate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rotonda buguggiate. Mostra tutti i post

venerdì 26 settembre 2008

Figura mondiale a Radio 24.

Il giorno dell'inaugurazione dei mondiali, su Radio 24 andava in onda una puntata di "Un abuso al giorno toglie il codice di torno" di Roberto Grumello. Tema trattato: gli ormai leggendari cicloleghisti della rotonda di Buguggiate. Guest star: il nostro sindaco.
Cosa c'è di meglio, nella quiete di questo incredibile deserto di sapore ferragostano, che ascoltare un po' di radio?

giovedì 18 settembre 2008

Tirata su con la rete.

Andar per notizie sul web locale in questi ultimi tempi è diventato un passatempo a tratti entusiasmante.
E' un po' come calare una paranza di fronte a uno scarico: una volta tirata su, ci si diverte a scoprire l'oggetto più assurdo e improbabile rimasto nella rete. Questa sera, la pesca ci ha regalato un pezzo da collezione, che merita la trascrizione completa al posto del tradizionale link. Da VareseNews:

«Per la prima volta nella storia delle Poste italiane è stato autorizzato l’annullo filatelico con la scritta "Bügügià"». L'annuncio arriva da Alessandro Vedani, sindaco di Buguggiate. L'annullo, spiega Vedani, «è stato fatto per sottolineare l'importanze della lingua locale e sarà posto come timbro delle lettere spedite giovedì 25 settembre da parte di un ufficio postale allestito sul percorso della gara in occasione del passaggio della corsa a cronometro». «Così - ammette Vedani - dopo qualche resistenza, il timbro è stato autorizzato dall’ente Poste italiane». Un’altra iniziativa preparata dall’Amministrazione Buguggiatese è la stampa di una felpa commemorativa dell’evento anch’essa in lingua locale. Curata graficamente dallo studio camaleon verrà stampata in un numero limitato di 100 pezzi.

Forse siamo un po' troppo critici, con questi mondiali. Bisogna riconoscerlo onestamente, quando vediamo che portano con sé non solo disagi ma anche quelle iniziative culturali che da tanto aspettavamo.
Faccio ammenda, e insieme omaggio di un buon vecchio proverbio meneghino:

"Quand che la merda la monta in scagn, o che la spussa o la fa dagn."

Ci facciamo una felpa?

mercoledì 3 settembre 2008

Art in progress. From Buguggiate.

Le installazioni chiamate "I Legaciclisti" sono ormai uno straordinario esempio di arte collettiva, che si trasforma e raffigura nelle sue continue mutazioni le metamorfosi dell'umano sentimento popolare, un'allegoria dell'essere che vede l'uomo, nella corsa della sua esistenza, diventare animale, poi tornare uomo, segnato dalle verdi stimmate di una nuova conoscenza. Mentre le opere tradizionali, congelate dalla fedeltà a se stesse, dormono nei musei il loro immobile sonno, il genio creativo del Maestro Leoni oltrepassa i confini e dà vita a un nuovo concetto di arte, che qualcuno ha già battezzato "Dinamismo Popofuturleghista". Chapeau.

giovedì 14 agosto 2008

Ci sono nanetti e nanetti.

Verrebbe da paragonarli ai nanetti da giardino, dal momento che come loro sono di orrenda fattura e se ne stanno immobili nell'erba di un'aiuola. Ma sarebbe un paragone ingiustamente offensivo: i nanetti da giardino hanno la dignitosa consapevolezza del loro ruolo nel mondo e dei propri limiti e non hanno mai preteso di rappresentare qualcosa di più di ciò che sono. I nanetti della politica invece no. Loro non pongono limiti alla propria assenza di pudore, mai. Quindi lasciamo perdere i nanetti e parliamo dei cicloleghisti o legociclisti, le "installazioni artistiche" apparse il 5 agosto nell'aiuola della rotonda di Buguggiate, raffiguranti nelle intenzioni nove politici leghisti più o meno noti, tra i quali lo stesso maestro del traforo autore delle opere.
Siccome questo è uno dei tanti casi in cui un'immagine vale più di mille parole e qui nel paesotto di parole sul fattaccio se ne stanno spendendo in abbondanza, mi limiterò a una considerazione. Trovo irresistibilmente comico vedere gli aderenti a un partito che non si è mai posto problemi nel definire "bingo bongo" gli africani, riuscire miracolosamente a replicare in salsa padana una delle peggiori espressioni dei peggiori angoli di quel continente. Sia nel "cosa", ovvero un'autocelebrazione da capitribù, grottesca nella sua elementare presunzione populista, sia nel "come", visto che le opere in questione sono frutto di una mano oggettivamente priva di una qualunque educazione e sensibilità artistica, neanche volendo tirare alla
massima estensione possibile la benevola coperta della definizione "naif". Strano, vero? Forse il gusto celtico ha parentele insospettabili. Certo è che ci sia stretta parentela, per quanto riguarda la raffinatezza del gusto, tra i cicloleghisti e la mascotte dei mondiali di ciclismo, ovvero lo strepitoso Pinin Rudèla, creato da una studentessa del Liceo Artistico Frattini di Varese. Giuro che ai miei tempi, se disegnavi così alle medie, ti consigliavano il classico. Ma sono tempi lontani, si sa.