Siccome questo è uno dei tanti casi in cui un'immagine vale più di mille parole e qui nel paesotto di parole sul fattaccio se ne stanno spendendo in abbondanza, mi limiterò a una considerazione. Trovo irresistibilmente comico vedere gli aderenti a un partito che non si è mai posto problemi nel definire "bingo bongo" gli africani, riuscire miracolosamente a replicare in salsa padana una delle peggiori espressioni dei peggiori angoli di quel continente. Sia nel "cosa", ovvero un'autocelebrazione da capitribù, grottesca nella sua elementare presunzione populista, sia nel "come", visto che le opere in questione sono frutto di una mano oggettivamente priva di una qualunque educazione e sensibilità artistica, neanche volendo tirare alla massima estensione possibile la benevola coperta della definizione "naif". Strano, vero? Forse il gusto celtico ha parentele insospettabili. Certo è che ci sia stretta parentela, per quanto riguarda la raffinatezza del gusto, tra i cicloleghisti e la mascotte dei mondiali di ciclismo, ovvero lo strepitoso Pinin Rudèla, creato da una studentessa del Liceo Artistico Frattini di Varese. Giuro che ai miei tempi, se disegnavi così alle medie, ti consigliavano il classico. Ma sono tempi lontani, si sa.

